Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di BES – Bisogni Educativi Speciali, ma non sempre è chiaro cosa significhi davvero questa definizione.
Molte famiglie si chiedono:
“Mio figlio ha un BES?”
“Serve una diagnosi?”
“Quali aiuti può ricevere a scuola?”
“Che ruolo hanno figure come l’ASACOM?”
Comprendere il significato dei BES significa guardare il bambino nella sua globalità, valorizzando le sue potenzialità e costruendo un percorso educativo realmente inclusivo.
Cosa sono i BES?
Con il termine Bisogni Educativi Speciali si indicano tutte quelle situazioni in cui un bambino o un ragazzo può avere bisogno di un supporto educativo, didattico o relazionale personalizzato.
Non si parla soltanto di disabilità o diagnosi certificate.
Rientrano nei BES anche:
- difficoltà di apprendimento;
- disturbi specifici dell’apprendimento (DSA);
- ADHD e difficoltà attentive;
- fragilità emotive;
- difficoltà linguistiche;
- svantaggio socio-culturale;
- problematiche relazionali o comportamentali;
- situazioni familiari particolarmente delicate.
Ogni bambino apprende in modo diverso e, in alcuni momenti del percorso scolastico, può necessitare di strumenti, tempi e strategie differenti.
BES non significa “incapace”
Uno degli errori più comuni è associare i BES a limiti permanenti o a scarse capacità.
In realtà, moltissimi bambini con BES possiedono grandi risorse:
- creatività;
- intuizione;
- sensibilità emotiva;
- pensiero divergente;
- capacità pratiche;
- intelligenza visuo-spaziale.
Quando ricevono il giusto supporto, possono sviluppare autonomia, autostima e competenze importanti sia a scuola che nella vita quotidiana.
Il ruolo della scuola
La scuola inclusiva ha il compito di adattarsi ai bisogni del bambino, non il contrario.
Per questo possono essere utilizzati:
- strumenti compensativi;
- mappe concettuali;
- supporti visivi;
- semplificazione delle consegne;
- pause attentive;
- strategie motivazionali;
- didattica laboratoriale;
- percorsi personalizzati.
L’obiettivo non è “fare meno”, ma permettere all’alunno di apprendere nel modo più efficace possibile.
L’importanza della collaborazione con la famiglia
Quando scuola, famiglia e professionisti lavorano insieme, il bambino si sente più compreso e sostenuto.
È fondamentale:
- condividere obiettivi realistici;
- valorizzare i piccoli progressi;
- evitare confronti continui con gli altri;
- sostenere l’autostima;
- creare routine prevedibili;
- utilizzare modalità comunicative chiare e positive.
Anche il clima emotivo incide profondamente sull’apprendimento.
Cosa può fare l’ASACOM?
L’ASACOM (Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione) è una figura fondamentale nei percorsi inclusivi scolastici.
Il suo compito non è sostituirsi all’insegnante o al bambino, ma favorire:
- autonomia personale;
- partecipazione scolastica;
- comunicazione;
- integrazione nel gruppo classe;
- gestione delle attività quotidiane;
- sviluppo delle competenze sociali.
L’ASACOM può aiutare il bambino a:
- comprendere meglio le consegne;
- organizzare materiali e tempi;
- gestire momenti di difficoltà emotiva;
- migliorare le interazioni con i compagni;
- utilizzare strumenti compensativi;
- affrontare le transizioni e i cambiamenti.
- Inoltre, rappresenta un importante ponte comunicativo tra scuola, famiglia e professionisti.
Inclusione significa valorizzare le differenze
Ogni bambino ha un proprio modo di apprendere, comunicare ed esprimersi.
Parlare di BES significa andare oltre l’etichetta e riconoscere che dietro ogni difficoltà esistono bisogni, emozioni e potenzialità.
Un ambiente accogliente, strutturato e rispettoso può fare una grande differenza nel percorso di crescita di un bambino.
Fuoriclasse Tutoring & Therapy
Da Fuoriclasse Tutoring & Therapy lavoriamo ogni giorno per costruire percorsi personalizzati dedicati ai bambini e ai ragazzi con BES, DSA, ADHD e difficoltà emotivo-comportamentali.
Attraverso interventi educativi, potenziamento cognitivo e supporto emotivo, aiutiamo ogni bambino a sviluppare le proprie risorse e a sentirsi competente, accolto e valorizzato.
